Chiodi: ora trema anche il BolognaScomparso un altro rossoblu anni '70
La morte di Stefano Chiodi, a soli 54 anni, ha lasciato l'ennesimo vuoto nel calcio italiano, e tanti dubbi. Il "caso" vuole che questa scomparsa si leghi a una triste serie di lutti che hanno toccato il Bologna anni '70. L'uso incontrollato di farmaci (flebo, punture, mix di medicinali) apre a sospetti e interrogativi sul perché di tante morti tra i rossoblu e riconducono, fatalmente, al caso della Fiorentina di quegli anni, su cui è stato istruito un processo.
I morti di quel Bologna, con Chiodi, sono già sei, senza contare Gil De Ponti e Carlo Petrini, che negli ultimi anni hanno subito l'asportazione di tumori al cervello. Una serie che preoccupa la società, in primis per le continue perdite di pezzi di storia del club e poi per le possibili ritorsioni che ciò potrebbe avere sui dirigenti e lo staff medico dell'epoca. E' già successo agli ex-dirigenti della Fiorentina, accusata e portata in tribunale dalla moglie dell'ex "Viola" Bruno Beatrice, scomparso a soli 39 anni per via di una leucemia linfoblastica acuta. La vedova, Gabriella Bernardini, accusa le "cure mediche" a base di raggi X e i cocktail di farmaci che venivano somministrati al marito per "correre di più". I giocatori di quella Fiorentina (Beatrice, Saltutti, Mattolini, Ferrante), sono scomparsi per cause più disparate (leucemia, infarto, malattia renale). Diversa la situazione Bologna, che ha visto andarsene anno dopo anno uomini di 47, 49, 56 anni e che sono accomunati dal male che li ha vinti: tumori al fegato per Chiodi e Bulgarelli, al cervello per Roversi, Fiorini e Vavassori.
"Qualcosa di strano c'è stato di sicuro e sono preoccupato. Personalmente sono sempre stato allergico alle punture, non me le sono mai volute fare - diceva Stefano Chiodi, intervistato dal quotidiano "Avvenire" circa un anno fa - Qualche flebo sì, e quelle insieme alle iniezioni per molti miei compagni erano diventate la prassi. Sensazioni strane? Una volta. C'era un Bologna-Samp, sfida decisiva per la salvezza, perciò nello spogliatoio ci dissero 'Se volete prendere qualcosa per andare più forte in campo, oggi è la giornata giusta'. Molti accettarono, io come al solito mi tenni alla larga, ma alla fine vincemmo 4-2 e il sottoscritto segnò una doppietta. Questo a dimostrazione che nel calcio non è vero che serve "aiutarsi" e certa roba fa solo male. Per vincere, e questo lo dico ai giovani, conta solo la passione e l'allenamento".
sportmediaset







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Questo messaggio è un messaggio dei tifosi juventini.Porta gioia per le vittorie.Porta orgoglio per aver vinto contro chi si reputava imbattibile.Le pagine della storia le scriviamo noi GLORIA BIANCONERA.La Juve è storia il resto è soltanto geografia.Forza ultras bianconeri!!Uniamoci per gridare a tutti la nostra vera ed unica passione che abbiamo dentro al cuore fin dalla nascita.Leggilo nel nome della Vecchia Signora.SEMPRE FORZA JUVE!!

L'anima juventina è un complesso modo di sentire,un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria, di affetto, di fede, alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare

Quello che colpisce di Matteo è la spiccata personalità, nemmeno fosse un veterano.Colpisce se si pensa che il centrocampista juventino ha soltanto 23anni e ha alle spalle appena 3campionati tra i professionisti. Certo, le 2stagioni a Crotone gli sono valse moltissimo ai fini dell'esperienza e della formazione del carattere. Di suo lui può metterci il talento che la natura gli ha offerto e la capacità di saper leggere la partita. In più l'essere tornato alla Juventus, nel cui settore giovanile era cresciuto e si era segnalato come uno dei prodotti più interessanti del vivaio juventino, con Deschamps sulla panchina gli ha certamente giocato. Perchè il tecnico francese crede molto nelle qualità di Paro. Senza grossi indugi gli ha affidato le chiavi del centrocampo e il ragazzino, con classe e autorevolezza ha ampiamente ripagato la fiducia fino a oggi concessagli. Alla Juve non possono che essere contenti della crescita di Paro che è atteso come uno dei sicuri giovani-rivelazione protagonisti del campionato.

"Giocare nella Juventus è un sogno:il mister ha fiducia in me e spero di riuscire a meritarla pienamente"
