Raffica di desaparecidos della Serie A dopo 11 giornate
Desaparecidos. O mai apparsi. Missing. Scomparsi. Nomi che nessun tabellino ha ancora registrato nemmeno si fosse spezzata la matita. In estate, grandi promesse. Dopo 11 giornate, lunghe ombre. Ecco una piccola e veloce rassegna di nomi che sotto l'ombrellone facevano sognare e che adesso spazientiscono presidenti, direttori sportivi, allenatori e procuratoeri. Zero minuti o pochi in proporzione all'eco che li accompagnava o ai soldi che tintinnavano per strapparli a una concorrente diretta.
Partiamo dall'AltItalia. Bergamo. Dove Acquafresca cerca un gol come Maria Antonietta ancora la sua testa 216 anni dopo. L'attaccante ne aveva segnati 14 l'anno passato a Cagliari. Quest'anno in 5 presenze nemmeno un batuffolo di centro. Sparito nel nulla anche Diamoutene. La Roma lo aveva preso dal Lecce per rattoppare la difesa. Il ragazzo, nazionale del Mali, non trova spazio a Bari (zero minuti giocati). E forse anche per questo è la difesa meno battuta del campionato.
Barrientos il Catania lo ha pagato 4 milioni. Talento immenso dicono. Si è spaccato subito. Al momento ha giocato zero minuti. Qualcuno lo paragona a Redondo. Volete anche delle spiegazioni? Poca luce pure per Augustyn sempre in terra siciliana. Atzori lo ha lasciato in campo 171 minuti. Si era fatto conoscere a Rimini nonostante di proprietà del Legia Varsavia. Dopo aver giocato in principio, è uscito di scena. Rischia di brusciarsi Bellusci. Lo volevano in tanti questo difensore emergente. A Catania ha giocato 180 minuti. Ma da un mese a questa parte vede il campo solo durante la settimana
Va e viene dall'Argentina ogni volta con la promessa di restare da protagonista al Genoa. Figueroa ha giocato 72 minuti finora. Spiccioli raccolti nelle prime due giornate. Adiòs. Arnautovic? Di Ibra ha solo il suffisso e la capacità di segnare in Champions: nessuna. L'austriaco prima era infortunato, adesso è attaccato alla tavola imbandita. In totale molte pizze e zero minuti con la maglia dell'Inter.
Caceres era partito forte: un gol alla Lazio e vai con la speranza bianconera di abbandonare nell'oblio Grygera e Zebina, i fratelli Grimm della fiaba noir. Invece ha steccato diagonali, chiusure e anticipi. Si è pure rotto il naso. Olè. Eliseu alla Lazio ha giocato 10 minuti. Eppure ha trovato il tempo di giocare due volte con la nazionale portoghese. Stanco in fin dei conti non poteva essere.
Grande simpatia suscita sempre l'epopea Rivas. A Milano Mourinho lo ha accompagnato alla porta. A Livorno ha giocato 134 minuti e lo hanno accompagnato sull'autoambulanza. Veramente. Caduto in maniera scomposta ha rischiato di farsi molto male. Piano stella, il panettone te lo meriti. E ora casa Milan. Di Gennaro si è spaccato in estate e Onyewu dall'altra parte dell'Oceano. Non avrebbero lasciato il segno probabilmente. Lasciano almeno il dubbio. In due, zero minuti di campionato.
A Palermo cercavano un volante dinamico. Bertolo (pagato anche caro) sembrava l'uomo giusto: ma 169 minuti distribuiti in 11 giornate sono pochi per sapere cosa sa fare. E a che ritmi. In rosanero si cercano notizie anche di Melinte. Difensore romeno visto in giro per 46 minuti. Parravicini a Siena ha circolato solo 53 minuti. Per un milioncino di euro sono decisamente troppo pochi. Chiudiamo con Juan Cuadrado: terzino destro dell'Udinese, nazionale colombiano. Novanta minuti in campo per dare una speranza a tutti: dai 18 ai 40 anni!
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Questo messaggio è un messaggio dei tifosi juventini.Porta gioia per le vittorie.Porta orgoglio per aver vinto contro chi si reputava imbattibile.Le pagine della storia le scriviamo noi GLORIA BIANCONERA.La Juve è storia il resto è soltanto geografia.Forza ultras bianconeri!!Uniamoci per gridare a tutti la nostra vera ed unica passione che abbiamo dentro al cuore fin dalla nascita.Leggilo nel nome della Vecchia Signora.SEMPRE FORZA JUVE!!

L'anima juventina è un complesso modo di sentire,un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria, di affetto, di fede, alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare

Quello che colpisce di Matteo è la spiccata personalità, nemmeno fosse un veterano.Colpisce se si pensa che il centrocampista juventino ha soltanto 23anni e ha alle spalle appena 3campionati tra i professionisti. Certo, le 2stagioni a Crotone gli sono valse moltissimo ai fini dell'esperienza e della formazione del carattere. Di suo lui può metterci il talento che la natura gli ha offerto e la capacità di saper leggere la partita. In più l'essere tornato alla Juventus, nel cui settore giovanile era cresciuto e si era segnalato come uno dei prodotti più interessanti del vivaio juventino, con Deschamps sulla panchina gli ha certamente giocato. Perchè il tecnico francese crede molto nelle qualità di Paro. Senza grossi indugi gli ha affidato le chiavi del centrocampo e il ragazzino, con classe e autorevolezza ha ampiamente ripagato la fiducia fino a oggi concessagli. Alla Juve non possono che essere contenti della crescita di Paro che è atteso come uno dei sicuri giovani-rivelazione protagonisti del campionato.

"Giocare nella Juventus è un sogno:il mister ha fiducia in me e spero di riuscire a meritarla pienamente"
