Safin contro Agassi
"Restituisca soldi e trofei"Il russo a Parigi per l'ultimo torneo della sua carriera attacca l'americano per le rivelazioni sull'uso di droga: "Si sente colpevole? Dia indietro titoli, soldi e Grande Slam. Spera di vendere più copie dell'autobiografia, ma è completamente stupido"
Parla già da vecchio saggio, sfoderando una sicurezza che sui campi da gioco non riesce più trovare come un tempo. L’autorevolezza verbale, però, non manca e superato il primo turno del torneo della sua carriera (a Parigi ha battuto il francese Ascione 6-4 4-6 7-6 (3), Marat Safin non le manda a dire a Andre Agassi sulla questione droga che è saltata fuori nella sua autobiografia “Open”.
attacco ad agassi — Dopo che lo statunitense aveva già incassato i colpi illustri di Navratilova, Federer, Nadal e Becker, è stata la volta dell’ex numero uno russo, granitico nelle sue dichiarazioni a l’Equipe. Reduce dalla vittoria sul padrone di casa francese Ascione e in attesa dell’incontro con Del Potro, Safin regala a Parigi Bercy delle perle che non prevedono l’uso della racchetta, ma che arrivano dritte dritte al destinatario: Agassi. “Si sente colpevole? Restituisca titoli, soldi e Grande Slam!” ha dichiarato il russo senza timori reverenziali “Se è così onesto dovrebbe arrivare fino in fondo. L'Atp ha un conto in banca, può rimborsarli se vuole”.
"completamente stupido" — In effetti in questa vicenda c’è qualcosa che non quadra secondo Safin, e più precisamente riguarda il modo in cui l’ex tennista capellone ha fatto il suo mea culpa, pubblico, forse anche troppo. “Io non scriverò la mia autobiografia, non ho bisogno di soldi. Il punto è: perché l'ha fatto?”. Già, perché? Il rimorso troppo forte implica la necessità di espiare apertamente le proprie colpe? O c’è dell’altro? Safin si interroga sulle ragioni di questo exploit e, in qualche modo, si risponde pure “Quel che è fatto è fatto. Spera di vendere più libri. Ma è completamente stupido!”. Safin prosegue nella sua critica all’ex collega, secondo lui incapace di gestire con un certo stile una vicenda così delicata “Io non difendo l'Atp ma quello che ha detto li mette in una brutta posizione. L'Atp gli ha permesso di vincere un sacco di tornei, di fare un sacco di soldi. Hanno mantenuto il suo segreto, quindi perché essere crudeli con loro? Ci sono volte in cui è necessario essere capaci di tenere la bocca chiusa”.
uscita di scena — Nel frattempo, mentre parla delle magagne altrui, il russo è in procinto di dire addio al suo mondo e lo fa conscio del suo declino. Dopo il successo su Ascione, sotto gli occhi tra gli altri della nazionale di calcio francese e del c.t. Domenech, Safin analizza lucidamente la sua performance che evidentemente lo soddisfa ben poco, ringrazia il pubblico che gli ha riservato un’ovazione e si lascia andare a vecchi ricordi in cui fa di nuovo capolino Agassi “Per la mia prima apparizione nel 1999 – commenta, tirando fuori la sconfitta in finale proprio con Agassi - non ho avuto molto sostegno da parte del pubblico. Dopo, invece, l’ho avuto.” E poi l’uscita di scena, con l’ultimo pensiero di nuovo al presente, che stavolta gli mette di fronte Del Potro: “Non sarà difficile perdere contro di lui”.
gazzetta







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Questo messaggio è un messaggio dei tifosi juventini.Porta gioia per le vittorie.Porta orgoglio per aver vinto contro chi si reputava imbattibile.Le pagine della storia le scriviamo noi GLORIA BIANCONERA.La Juve è storia il resto è soltanto geografia.Forza ultras bianconeri!!Uniamoci per gridare a tutti la nostra vera ed unica passione che abbiamo dentro al cuore fin dalla nascita.Leggilo nel nome della Vecchia Signora.SEMPRE FORZA JUVE!!

L'anima juventina è un complesso modo di sentire,un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria, di affetto, di fede, alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare

Quello che colpisce di Matteo è la spiccata personalità, nemmeno fosse un veterano.Colpisce se si pensa che il centrocampista juventino ha soltanto 23anni e ha alle spalle appena 3campionati tra i professionisti. Certo, le 2stagioni a Crotone gli sono valse moltissimo ai fini dell'esperienza e della formazione del carattere. Di suo lui può metterci il talento che la natura gli ha offerto e la capacità di saper leggere la partita. In più l'essere tornato alla Juventus, nel cui settore giovanile era cresciuto e si era segnalato come uno dei prodotti più interessanti del vivaio juventino, con Deschamps sulla panchina gli ha certamente giocato. Perchè il tecnico francese crede molto nelle qualità di Paro. Senza grossi indugi gli ha affidato le chiavi del centrocampo e il ragazzino, con classe e autorevolezza ha ampiamente ripagato la fiducia fino a oggi concessagli. Alla Juve non possono che essere contenti della crescita di Paro che è atteso come uno dei sicuri giovani-rivelazione protagonisti del campionato.

"Giocare nella Juventus è un sogno:il mister ha fiducia in me e spero di riuscire a meritarla pienamente"
